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“Il virus del lavoro gratuito o a pagamento in campo poetico e critico si corrobora e propaga mediante i seguenti catalizzatori, parecchio sottostimati e sottaciuti benché mi sembri di riscontrarli quotidianamente e copiosamente: il dumping critico, il ducamantovanesimo redazionale e premiale, lo SLAP. Un vero Cerbero… Andiamo a esaminarlo testa per testa…” Questo articolo molto interessante di Roberto R Corsi

continua qui.

È tutto il giorno che nevica, nevica di traverso, nevica, fiocca forte, fiocca grande ed è nevischio gigante che si sfascia per terra, in questa malinconia grigia fredda e appiccicosa ogni piccolo pensiero si squaglia, anche quello che ho lasciato a casa ombrello e cappello.

Riposto la bella recensione dell’amico Gianguido all’Ariadne auf Naxos tenutasi a Baden Baden, sotto la direzione di Christian Thielemann. Precisa, puntuale, come è appunto lo stile di Gianguido.

Ariadne auf Naxos al Festspielhaus di Baden Baden.

Ti svegli la domenica mattina, fuori c’è la neve, un freddo cane. Apri il pc. Leggi che Whitney Houston è morta di overdose a 48 anni, che un poeta cinese è stato condannato a 7 anni di carcere per una poesia in cui dice due parole contrarie al regime, leggi che un bravo giornalista Onofrio Pirrotta è morto, pensi al Papa che è ancora vivo e vegeto, ad esempio, pensi alla tua banca che non potrebbe scoppiare più di salute e ti viene voglia di bere un tè all’oppio. Garçon!

Questo succede in Cina, nella Cina partner commerciale italiano, leader economico….

«Quesi versi sono sovversivi».
Nel testo esortava a scendere
in piazza per «scegliere il futuro»
7 anni di carcere a un poeta, Zhu Yufu,  “reo” di aver scritto una poesia “sovversiva”:

Lo riporta La Stampa.


Un amico mi ha ricordato questa poesia.E adesso mi è entrata in testa e non vuole più andare via. Come è vera.

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
Alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale

Per la rete gira una lettera di Tony Pagliuca, storico tastierista delle Orme, a Celentano, una lettera condivisibilissima nei punti principali: l’egemonia della stupida canzonetta che NON è musica, almeno non la canzonetta cui ci hanno voluto abituare. L’impoverimento artistico della musica “leggera”. Proprio ieri riascoltavo alcune band di rock progressivo – straordinarie e mi chiedevo come è stato possibile che la musica prodotta allora fosse di un livello così alto. Forse c’era nell’aria un amore per la complessità che è svanito da parecchi anni. Svanito almeno in superficie! Comunque, ecco il testo:

“Caro Adriano

Io sono Tony Pagliuca ex componente del le Orme, dal 1° Gennaio mi è stata tolto il Fondo solidarietà dei soci Siae un mensile di 615 euro era il mio unico sostegno economico sicuro e non so come andrò avanti con moglie insegnante precaria e due figli che studiano, mutuo prima casa ecc.

Ma ora non protesto perché mi sento ancora libero e al fianco di tutti coloro che cercano un posto di lavoro onesto e perché ho fiducia nel futuro e confido nell’operato del presidente del consiglio Mario Monti che mi sembra una persona per bene.

Ho pagato ancora a malincuore il canone Rai e mi permetto di dirti che se quest’anno vai a Sanremo cerca di rimanere nel tuo campo quello che ti ha dato il successo e cioè il canto, canta le tue belle canzoni partecipando magari anche tu alla gara. E se invece sentirai il prorompente bisogno di monologare allora raccontala giusta.

Racconta che la cultura deve tornare a circolare libera nei suoi spazi e non deve essere mai più in mano alla casta della canzone.

Racconta che ciò che si sente in radio e si vede in tv non è il meglio di ciò che la nostra bella Italia produce. Perché gran parte delle programmazioni sono al soldo delle case discografiche e dei grandi management S.p.a.

Racconta che nel nostro paese ci sono tanti giovani talenti che non trovano mai spazio e se lo trovano sono spremuti e gettati come limoni.

Racconta, se permetti , che il sottoscritto pur avendo scritto delle pagine di musica rock progressive riconosciute in tutto il mondo, per partecipare in gara a Sanremo con il suo gruppo ha dovuto pagare 50 milioni di lire per “ il parrucchiere” mentre tanti altri concorrenti privilegiati non solo non hanno pagato niente ma sono stati loro pagati fior di quattrini per la loro prestazione.

Racconta che tanti altri musicisti come il sottoscritto hanno cercato , rinunciando a facili guadagni, di elevarsi all’altezze dei grandi della musica producendo, in proprio, lavori di pregio che non si sentiranno in Rai e non si vedranno in TV a causa dei conduttori corrotti e se le loro opere non saranno conosciute non potranno di conseguenza fare il loro lavoro e cioè i concerti .

E e se condurrai più di una serata: Chiedi che Sanremo sia un concorso di giovani che studiano la musica non il cimitero degli elefanti. Chiedi infine di bonificare l’ambiente dagli spacciatori di droga, dai giornalisti corrotti, dai manager evasori e infine la mia preghiera non duettare con Madonna ( il solo nome dovrebbe farti allontanare) e chiedi per Sanremo la benedizione di Benedetto XVI il papa ama la musica, l’Italia e vuole bene a tutti gli artisti.

Antonio ( Tony Pagliuca)”

Giustamente. Non c’è persona in rete che non scriva una poesia, per vocazione o per esibizionismo, o per tutte e due. Le antologie condominiali si sprecano, con esiti spesso molto più che deludenti.

Ma se si scrive così tanta poesia, se si scrive così tanta narrativa, perché non si legge? Forse perché il tempo per leggere lo si occupa per scrivere. Dico forse.

La trovata di Roberto Corsi è più di una trovata: è una soluzione, un po’ castigatoria, provocatoria senza dubbio, ma molto utile.

Tu (e anch’io) che credi di contribuire all’arte scrivendo poesie e racconti o romanzi di dubbio gusto, quantomeno velleitari, in pratica solo numeri nel mucchio mettiti la coscienza artistica in pace autotassandoti di mezzo euro destinato a beneficienza per attività culturali o meglio umanitarie per ogni tuo testo pubblicato o autopubblicato in rete o con l’editoria a pagamento!

Da leggere:

http://robertocorsi.wordpress.com/2012/01/17/tombin-tax/

Oggi

Che senso ha scrivere poesie, mi chiedevo oggi? Quando i poeti per sopravvivere devono leccarsi i piedi a vicenda? Soprattutto se sono bravi e vogliono essere pubblicati? Ho cercato da sempre la compagnia di poeti, ma mi rendo conto che non sono dei loro. Né per capacità tecniche, né tantomeno per l’ambiente, che – ancora una volta, quando si tratta di ambiente “letterario” – mi lascia sempre con un senso di velleità e egocentrismo in bocca. Non lo so. Mi sembra di non c’entrare niente con questo mondo: non è perché si scrivono delle poesie, che si è poeti. Poi qualcuno mi ha detto che oggi è morta Wisława Szymborska. Riposi in pace.

 

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché -
e da dove è saltato fuori uno così -
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro
oppure
(e qui un paragone mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter d’occhio.

Su un tavolo più giovane, da una mano d’un giorno più giovane,
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La Terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

W. Szymborska, Disattenzione, in La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)

Onore al grandissimo Maestro Giuseppe Verdi, che oggi, 111 anni fa, passava a vita eterna
Marion Hussein Lignana Rosenberg lo ricorda nel suo blog Verdi Duecento in un bellissimo articolo, degno di essere letto da chi, come noi, si professa verdiano nell’anima.

 

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