È cominciato stanotte. All’improvviso, mentre dormivo, salto giù in piedi sul pavimento. La bocca è aperta, il respiro è corto, cortissimo. È il corpo che si rifiuta di dire di sì. È un NO grande come un pugno sul petto. Cosa ho fatto, mi chiedevo. Nulla ho fatto. Nel momento in cui dovrei sognare, mi cade addosso la realtà. E il corpo ne lamenta il colpo.
“Non ho fatto nulla e tu mi punisci.” O forse tu mi punisci perché non ho fatto nulla.
****
