È cominciato stanotte. All’improvviso, mentre dormivo, salto giù in piedi sul pavimento. La bocca è aperta, il respiro è corto, cortissimo. È il corpo che si rifiuta di dire di sì. È un NO grande come un pugno sul petto. Cosa ho fatto, mi chiedevo. Nulla ho fatto. Nel momento in cui dovrei sognare, mi cade addosso la realtà. E il corpo ne lamenta il colpo.
“Non ho fatto nulla e tu mi punisci.” O forse tu mi punisci perché non ho fatto nulla.
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saranno state circa le tre. capita spesso tra le due e le tre.
“cosa avevi?” mi chiede poi il marco al mattino
e anche oggi io ho cercato di rispondermi chiedendomi cosa non avevo
cosa non ho
bises
Cara Anto…grazie del commento! Eh già lampi di concretezza inafferrabili
un incubo descritto in chiave pirandelliana….
Ah sì, certo, è un incubo…come tutte le realtà