Val delle Mure


E poi tra serpentini tra valli
e pianori e pendii
umidore di fieno
incresparsi concentrico
di ragni d’acqua
nel circo melmo
Tra faggi e abeti e larici
larìn fumo
di malga di mai
vedran più gli ameni luoghi
– oh già ameni prima non erano
a meno ch’a noi migranti
erri il patrio pensier –
giù per l’asfalto dissestato
inciampammo in buche terrose
nel gran segreto dove
rotolammo cadenti finalmente
dirci ecco questo è casa
l’erba nella crepa d’un masso
soverchiante calcareo

Spazia lo sguardo sull’orizzonte
fumoso di capannoni e canali
di siepi e umani cementi
e scarafaggi metalli
Spazia e l’anima
fila bozzoli di lagrime
opachi di vite morte
la nostra povr’anima
che in essi dolente s’inlarva

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