Alban Berg – Vier Lieder, op.2


N.1  Schlafen, Schlafen, nichts als Schlafen (Hebbel)

Sonno, sonno, nient’altro che sonno
Senza risveglio, senza sogni!
Ricordo sfumato del dolore
che più volte mi colse:
così quando la vita
in pieno echeggerà nella mia pace
potrò velarmi di pieghe più fitte
e gli occhi chiudere irresistibilmente.

N.2 Schlafend trägt man mich in mein Heimatland (Mombert)

Mentre dormivo fui riportato in patria
Oltre vette, oltre abissi, di lontano vengo:
in patria torno oltre un oscuro mare.

Alban Berg ritratto da Arnold Schönberg

N.3 Nun ich der Riesen Stärksten überwand(Mombert)

Or che il piú forte dei forti ho superato,
da un paese di tenebre trovando
la via di casa, guidato da una bianca
mano di fiaba, ora di sonno
intriso vacillo per le vie.

N.4 Warm die Lüfte, es sprießt Gras auf sonnigen Wiesen (Mombert)

Tepida è l’aria, l’erba germoglia
sui prati soleggiati: ascolta!
ascolta il flauto dell’usignolo.
Voglio cantare:
lassù nel gelo fosco dei monti
sfavillante si discioglie la fredda neve,
una fanciulla in grigia veste
s’appoggia all’umido tronco di una quercia,
le delicate gote sono malate,
gli occhi grigi di febbre
ardono tra i foschi tronchi giganteschi.
“Ancora non arriva. Mi lascia ad aspettare…”
Muori! L’uno muore, mentre l’altro accanto vive:
sta in questo la profonda bellezza del mondo.

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