Innenansicht – Ein Panorama in Gedichten / Visti dall’Interno – Un Panorama Poetico, Berlino 9 Maggio 2012


Ci siamo stati dietro parecchi mesi, Lettrétage e la sottoscritta e finalmente eccola qua!

Il 9 Maggio prossimo a Berlino, nella cornice della Literaturhaus Lettrétage a Berlino Kreuzberg si terrà la conferenza “Innenansicht – Ein Panorama in Gedichten/ Visti dall’Interno – Un Panorama Poetico”, con il supporto importantissimo dell’Istituto di Cultura Italiano di Berlino.

Parteciperanno Andrea Inglese e Plinio Perilli: entrambi sotto le domande mie e di Tom Bresemann, fondatore e direttore di questa giovane  casa di letterature, poeta egli stesso, ci racconteranno lo stato della poesia contemporanea italiana. Spero che questo serva a far capire ai ragazzi berlinesi amanti della letteratura  che la poesia italiana non si è fermata a Ungaretti e Quasimodo o a il grandissimo Pasolini.
Esiste una poesia italiana che pur mantenendo connotati e rimandi “italici” è già europea, e soprattutto, è viva e vegeta. Per quanto in ombra.

In concomitanza con la conferenza uscirà un ebook di Lettrétage con la traduzione tedesca di alcuni poeti italiani contemporanei, fra i quali:  Giuliano Mesa, Luigi di Ruscio, Andrea Ponso, Pierluigi Cappello, Nina Maroccolo, Lidia Riviello, Viola Amarelli, Natalia Castaldi.

http://www.lettretage.de/

Femminicidio


Comunicato stampa.

Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. (Loredana Lipperini)

Si deve parlare di femminicidio. Non basta più ridurre queste notizie a “delitti passionali”. Ma perché in un delitto passionale è sempre la donna a soccombere, è sempre la donna la vittima? Chiediamocelo.

Qui l’appello di Loredana Lipperini per una giusta sensibilizzazione, chi vuole può aderire a  info atsenonoraquando.eu

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2012/04/27/mai-piu-complici/

Scusate


A un popolo di muti
basta un rigo, un rigo solo
un a capo per sentirsi poeti
convinti di parlare
balbettano da infanti
che da poco abbiano scoperto la fonazione

E provano, combinano
scombinano ripetono
i modi di chi è più grande

Spiriti bambini e balbuzienti
siamo noi e resteremo

Forse ogni tanto qualcuno canta

come quella primadonna
che sul palco fa piangere il pubblico
e dietro le quinte singhiozza
“una cocococacacococola, per favore”
fra le risate delle sarte

Ma per un cigno che muore
nella balbuzie
sopravvive un’infinità di cornacchie:

C’è l’oscuro che poeta chiuso
baroccaro e rococò
mutua tormentoni e frasi fatte
d’antan con cura scernite

eleganti sì ma non troppo
tendono al bolso e al fuffignone
e allo zucchero candito
ch’accontenta grandi e piccini

Salvo poi recriminare ch’essi
in fondo parlano del male
ch’è cosa universale
e senza troppo gozzaniare
(questi ultimi versi puzzano troppo
da rime, troppo)

vorrei ricordare che perfino il male
son riusciti a inzuccherare:

Il male candito oggi tira più della zucca candita!

Poi c’è l’intimista confessionale
l’uomo o la donna della porta accanto
che racconta cose semplici
e la meraviglia della vita

E  non s’accorge che la  sua poesia
è così sincera come le faccette
che fa davanti allo specchio alla mattina
e che scambia per sé stesso

– Maschera incorporata
appiccicata a non so che cosa
con il collante per marmisti
di un moralismo positivo obbligato –

Le rime puzzano
ma gli atteggiamenti liberi portano il colera

soprattutto gli atteggiamenti profondi
sono profondamente molesti
quelli che ti accendono la luce
anche quando vorresti solo dormire

Diamoci un tono, via, siamo poeti:
Così mi parlano molte pagine
tutte scritte con lo stampino.

– Perché tutte queste frasi grumose?
– Non scivola bene il verso

non vale quanto tu sia sincero
nel portare al mondo la tua dislessia
che molti scambiano per poesia

vale quanto tu sia abile
a suggerire il già suggerito
a riscrivere il già scritto
senza farlo notare
ai più dotti e sapienti

Come se la poesia fosse nelle parole
E invece è nel sentire le cose
è nel sentire

essere ingenuo e essenziale
nudo perché spoglio
spoglio perché consapevole

E allora scusatemi poeti
se non vi leggo
Scusate se mi sono dilungata
In fondo, avrei potuto soltanto dire:
non sopporto più le bugie in serie
le palle colorate sugli alberi di natale

 

Fulvio Martini - Le Necessità Culturali

IBS chiede il mio parere sulla Luce degli Oceani


Ricevo questa mail da parte di IBS:

“IBS chiede il tuo parere sul nuovo romanzo La luce sugli oceani. il libro più conteso all’ultima Fiera del Libro di Francoforte, in uscita il 3 maggio in Italia.

Ha colpito tutti gli editori del mondo perché tocca in modo vero e coinvolgente tematiche universali: la maternità, l’amore, la difficoltà di compiere le giuste scelte…
È una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come a volte possano confondersi completamente. È il grande romanzo di una madre, di un padre e della loro figlia segreta.”

Loro mi inviano un estratto e io dovrei commentare, un commento di massimo 500 caratteri (spazi inclusi) – con l’invio del quale “si autorizzano gratuitamente l’editore e IBS a pubblicare su qualunque mezzo il materiale inoltrato ai soli fini promozionali”

Insomma, li aiuti gratis a farsi pubblicità, su qualunque mezzo. In tutti i siti e in tutti i laghi.

Però.
Già il titolo mi fa storcere la bocca. Non si poteva accoppiare niente di più banale della luce e dell’oceano.

Mai che ci sia un romanzo dell’anno che si intitoli “La lampadina spenta nello scantinato”. No, la Luce sugli Oceani. Chissà che bolletta, a bimestre.

Ma che faccio secondo voi? Mi faccio arrivare l’estratto?

Stanotte la realtà


È cominciato stanotte. All’improvviso, mentre dormivo, salto giù in piedi sul pavimento. La bocca è aperta, il respiro è corto, cortissimo. È il corpo che si rifiuta di dire di sì. È un NO grande come un pugno sul petto. Cosa ho fatto, mi chiedevo. Nulla ho fatto. Nel momento in cui dovrei sognare, mi cade addosso la realtà. E il corpo ne lamenta il colpo.
“Non ho fatto nulla e tu mi punisci.” O forse tu mi punisci perché non ho fatto nulla.

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Animula


(..)Issues from the hand of time the simple soul,
Irresolute and selfish, misshapen, lame
Unable to fare forward or retreat,
Fearing the warm reality, the offered good,
Denying the importunity of the blood,
Shadow of its own shadow, spectre in its own gloom,
Leaving disordered papers in a dusty room;
Living first in silence after the viaticum (..)

Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos…

(..)da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa (..)

Confondere il fantastico e il vero, un’esistenza psichica che è l’unica esistenza degna.

Il resto è un unico lungo incubo grigio.