Il Torrente


Un torrente
passava di fronte a casa
era caldo, era un sole rosso e appiccicoso
a guardarlo da sotto le zolle rovesciate
si vedeva l’aria tremare
i ragazzini in canottiera
fra i tarassachi sfioriti,
in mano una  bottiglia
legata a un filo di ferro
così i pesci entrano ma non escono più
la piccola barca di legno
galleggiava nell’ombra
e rimaneva vuota

È caldo, è bastato socchiudere gli occhi
e si cerca sotto le foglie grandi del noce
la bottiglia ormai inghiottita
la si fruga in fondo alla corrente,
se ancora uno scheletro
inerte e microscopico là si muova
e si rimane intrappolati
in acque così grigie, là sotto,
sulle rive di vecchi platani e noccioli
– là venivano sepolti i cani
che giocavano con noi –
che  a volerne uscire
ci si porta appresso tutto il fango
in cui ci siamo avvolti per anni
come la nostra unica coperta

E poi qualcosa cade
Dalla melma accumulata, chiodi
Vecchie sveglie, pezzi di vetro, bastoni rotti,
Sacchi di concime vuoti, le cose rimangono fra i rami
l’acqua continua a scorrere in finta trasparenza
e i rifiuti scoperti restano in superficie
e non se ne vogliono andare via:
è loro il mio territorio, è loro e lo sporcano
come gli animali, è il loro marchio

Ma è sera ormai, mi dico: è tempo di riposare
e chiudo gli occhi; in un battito di ciglia
straripa il mio fiume fangoso
e riconosco solo i cerchi dei ragni d’acqua

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4 thoughts on “Il Torrente

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