La Sesta Vocale alla Berlinale!


LA SESTA VOCALE, regia di Iolanda La Carrubba, interpreti Nina Maroccolo e Fabio Morici, testi a cura di Plinio Perilli,   è finalista al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, la celebre Berlinale!, nella sezione dei “cortometraggi”. Per l’esattezza verrà proiettata a Berlino l’11 febbraio ore 20,30, prima mondiale!

Di seguito potete trovare la sinossi fatta da Plinio Perilli di questo gioiellino…e il video, naturalmente.
Che dire? Sono orgogliosa di voi, Nina, Plinio, la giovane regista La Carrubba! Un grandissimo risultato, che una cinematografia italiana indipendente (e assolutamente low cost) venga premiata così in Europa!

– Sinossi –

LA SESTA VOCALE

(La maiuscola A dell’Amore)

(Sei donne, sei quadri celebri all’alba dell’arte moderna:

sei volte in cerca del sentimento o colore “primario”:

KLIMT, MUNCH, MATISSE, MODIGLIANI, CHAGALL, PICASSO

fra muse, tavolozze e alchimie del Verbo…)

Riprendere da dove le grandi avanguardie europee s’erano fermate – da quegli stessi fotogrammi implosi tra Storia e Bellezza, arte fiorita e annichilita, all’inizio del ’900. Quante Beatrici effimere o riottose, per guidarci al vero e maiuscolo Amore…
Chi era, cosa pensava? la compunta signora Adele Bloch-Bauer, ritratta da Klimt, con quel piglio alto-borghese da salotto buono, la veste dorata ma tormentata di malessere… Per non parlare della sventurata protagonista di Munch, il cui risveglio, “Il giorno dopo”, avviene tra i fumi dell’alcool e la maledizione dell’assenzio… E la Laurette di Matisse, perché in piena guerra (1917) s’allungava, s’illanguidiva sdraiata sul pavimento del salotto come una ninfa povera, libera e sedotta da una semplice tazzina di caffè?…
Modigliani no, lui è imprigionato in se stesso – e le sue donne, nel loro amore (qui “La giovane Louise” lampeggia occhi ardenti e cupi d’intensità). Chagall, beh, lui vola sempre, e fa volare! Mette in favola anche i colori, tutti i baci d’amore, “Il circo azzurro” del suo vivere trasfigurato… Picasso, è qui onorato con un’opera onirica (“Il sogno”, 1932), com’è forse sognato dalla sua compagna o modella, o meglio come lui la sogna – Amore che sogna Psiche…
Ecco che un secolo dopo, si può costruire, incarnare una tavolozza ideale fatta di gesti, sguardi, movenze, tableaux vivants finalmente avverati… Colori per sentimenti, “primari” anch’essi… Se Rimbaud aveva dato il nome alle vocali – ora non ci resta che coglierne, inventarne il sesto senso e comun denominatore di trasparenza – la SESTA VOCALE che è la maiuscola A di Amore… Dopo e prima della Storia, dell’Avanguardia, del Linguaggio che è segno, del Tempo che è Spazio… L’Amore come vocale fulcro, l’unico sentimento/colore in cui lo specchio s’accorda col vero…

Iolanda La Carrubba, Nina Maroccolo, Amedeo Morrone, Plinio Perilli

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