Da “Variazioni”


Contiamo infiniti cadaveri. Siamo l’ultima specie umana.

Siamo il cadavere che flotta putrefatto su della sua passione!

La calma non mi nutriva il sol-leone era il mio desiderio.

Il mio pio desiderio era di vincere la battaglia, il male,

la tristezza, le fandonie, l’incoscienza, la pluralità

dei mali le fandonie le incoscienze le somministrazioni

d’ogni male, d’ogni  bene, d’ogni battaglia, d’ogni dovere

d’ogni fandonia: la crudeltà a parte il gioco riposto

attraverso

il filtro dell’incoscienza. Amore amore che cadi e giaci

supino la tua stella è la mia dimora.

 

Caduta sulla linea di battaglia. La bontà era un

ritornello

che non mi fregava ma ero fregata da essa! La linea della

demarcazione tra poveri e ricchi.

 

di Amelia Rosselli

war-variations-amelia-rosselli-paperback-cover-art

Annunci

L’altro giorno sono andata a comprare il pane


Le Donne Visibili

Mi hanno dato due buste con molte scritte, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
Una parola in particolare mi aveva attirato l’attenzione: “La violenza non entra qui”

Cosa c’è di più innocuo di un pane caldo e profumato, di così comune e quotidiano nell’esperienza di tutti?

Già, comune e quotidiano: ma il comune e il quotidiano hanno mille facce e mille odori – c’è la faccia bluastra e contusa e c’è  l’odore del sangue, ad esempio.

La violenza domestica è purtroppo nella busta di ogni pane quotidiano – una banalità? Mica tanto, a giudicare dall’incapacità diffusa di renderla visibile e denunciabile.

Lunedì 25 novembre è stata  la giornata contro la violenza delle donne: certo, utile come sensibilizzazione a questo tema scottante e ancora troppo frequente.

Questa busta del pane mi ha fatto pensare. Ho notato che spesso le campagne di sensibilizzazione sono rivolte alle donne, per esortarle…

View original post 458 altre parole