Dario Bellezza: alcune poesie da Libro d’amore


Poetarum Silva

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Oggi e nelle prossime settimane proporrò alcuni testi di Dario Bellezza (1944-1996), nell’intento di rileggere questa grande voce del secondo Novecento, di riscoprirne la limpidezza e l’esattezza ma anche alcune cifre della poetica.
Le poesie scelte oggi provengono dal volume Libro d’amore pubblicato dalla casa editrice Guanda nel 1982, nella collana diretta da Giovanni Raboni, e raccoglie testi scritti tra il 1968 e il 1981; si tratta della quarta raccolta del poeta, che fu presentato nel 1971 da Pier Paolo Pasolini come la ‘il migliore della nuova generazione’.
Quello di oggi e i prossimi saranno interventi in ‘memoria’. Per dire il suo secolo e il suo presente, Bellezza ha infatti recuperato qui una classicità “interna” (e propria), il mito, una certa ancestrale dimensione della realtà, con un linguaggio poco novecentesco; la sua è una lingua che affonda in un altrove lontano e ‘altro’. Per affrontare il tema dell’amore del titolo e…

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Una piccola Madeleine


Per un caso più o meno voluto,  come tutti i casi, mi torna in mente una scena solo raccontata. La studentessa universitaria ventenne che spasima d’amore per un professore universitario sessantenne,  brutto e panciuto. L’ amico della studentessa che, su sua preghiera, va al ricevimento del professore panciuto e sessantenne,  spacciandosi per il fratello. “Mia sorella si è innamorata di lei,  professore. Sta male,  si faccia vivo.” “Carissimo,  ha mai pensato di portare sua sorella al mare per qualche giorno? ”
Giusto,  vorrei qualcuno che mi porti al mare.

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Tristana


Ho smesso, riposto e piegato in quattro in un angolo sopra un sofà
una vecchia vestaglia sgualcita, aveva due bottoni graffiati e un taglio
sopra l’orlo. Una volta l’ho usata per accogliere qualche amante.
L’ho usata di rado, la vestivo come si veste un sentimento poco praticato,
come si indossa la gentilezza, la giovanezza, quel che basta per rovinarla e sporcarla.
Poi una tazza di crisantemo resuscitato, il lumino, la candela profumata,
un panorama azzurro e rosa, l’acciottolato caldo e sudato, una panchina, una risata.
Il resto che è nel silenzio e all’ombra, il rumore delle macchine dalla strada di sotto
che passano e se ne vanno via.

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Non si può essere sempre seri


Eh no, soprattutto perché sennò scoppi

Guarda che chi c’era e adesso non c’è più

ha riempito molto di più la gomma che sta in testa

e bum! Adesso è scoppiata, è.
Machissene. Su una runa hanno scoperto

che c’era scritto Baciami, pensa se c’avevano scritto Lavami

a che servono le rune poi? a tenere traccia della polvere

come i furgoncini che nessuno lava mai e tu pietoso

glielo fai notare.

Poi, poi, ma che c’entra poi? è il prima il problema, prima!

Prima di te e dopo di te, ma molto dopo di te, cosa c’è?

Non lo so, trova la runa, trova la rima. baciami. mah

 

.Non si può rimanere seri

 

Yo Decido!


E’ partita ieri 1 febbraio “Yo Decido!” la protesta europea contro la legge antiaborto voluta dal premier Rajoy e affidata al ministro della giustizia spagnolo Alberto Ruiz-Gallardòn. La legge promulgata da Zapatero, che garantiva il diritto all’aborto verrà annullato.
L’aborto sarà solo possibile in casi di stupro o di rischio fisico e psicologico della donna, nemmeno più in caso di malformazione del nascituro.
Questa legge è un fatto gravissimo, che fa tornare indietro di oltre 30 anni e che per di più contraddice le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma io vorrei fare una considerazione..

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