Il Giorno dei Morti


Le castagne arroste sanno solo di nebbia e di vita bruciata.
Con un sorso
la si lava dal mondo
è sepolta in eterno
nello stomaco dell’universo.

Il mio occhio cerca l’orizzonte
e vi chiama
Con voce arrugginita
Ma è solo il fumo delle foglie secche
e i gusci spinosi
di questo novembre
e il suo sguardo consapevole
prima del buio imminente

Vi aspetto nel silenzio
di una terra rivoltata
resa fertile dalla più grande
umiltà delle cose
prolifica dall’assenza
di una società sterile

Vi aspetto
e nel vostro specchio
guardo le rughe
che il grande Vomere
ha passato su di me

E mi dico
con grande e stolida pietà
che un giorno non tardi
berrò anch’io dal ventre della Balena
come una caldarrosta trangugiata
troppo in fretta

saprò il gusto
dell’oscuro e della cenere
il disfarsi
di ossa, carne e parole
nel grembiule
che mi porgerete
di nuovo pieno
davanti al camino
crepitante
dell’ ultimo disperato senso

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